Perchè dobbiamo proteggere il mare?

biologia marina - Proteggere il mare

Chiedete a un bimbo perchè dobbiamo proteggere il mare e vi risponderà “perchè è bello” … e caspita provate a dargli torto?!?!

Le cose belle vanno protette, custodite gelosamente e mostrate a quante più persone possibile.

Pensate ad esempio alla Gioconda, alla Cappella Sistina o agli Uffizi; patrimoni di immensa bellezza che appartengono all’umanità intera. Pensate ora agli oceani e ai mari del mondo che da sempre sono condivisi da tutti i popoli del mondo per gli usi più disparati.

Proprio nello strettissimo legame tra uomo e mare, nelle mille sfaccettature che questo legame ha e nella complessità sempre crescente dello scenario attuale che nasce la grande difficoltà del proteggere il mare.

E per rendere meno utopistico il resto della narrazione mi piace partire da un pensiero, magari personalissimo e opinabile, che negli anni ha sempre più condizionato i miei progetti, le mie scelte e la capacità di leggere quel che mi accade intorno: NON POSSIAMO PROTEGGERE IL MARE…MA POSSIAMO IMPARARE A GESTIRLO SEMPRE MEGLIO E A MIGLIORARE SEMPRE PIÙ IL RAPPORTO UOMO – MARE.

Qualcosa può cambiare…

Si protegge qualcosa da un danno, da un pericolo, da una minaccia, e questo fa riflettere su quanto dobbiamo cambiare mentalità. Limitarci a vedere in noi stessi la minaccia non ha soluzione a meno che non si decida di espatriare tutti su un altro pianeta; se invece concentriamo teste e sforzi nel cercare tutte le forme di interazione positiva e costruttiva tra uomo e mare, forsa qualcosa può cambiare.

Puntare alla protezione della sola bellezza, della “sola” importanza biologica ed ecologia dei nostri mari purtroppo non sarà mai una strategia vincente viste le tante emergenze sociali, economiche ed anche ecologiche che da anni irrompono sullo scenario globale: siamo in troppi e troppo legati al mare per sperare che bellezza e importanza scatenino comportamenti virtuosi in chi non pensa al domani, per menefreghismo o perchè non sa se arriverà a domani.

Divenjoy - la nostra rubrica di biologia marinaIl Mare è ossigeno che respiriamo, è risorsa alimentare, è sostentamento di intere economie, è trasporto e commercio, è regolatore del clima del nostro pianeta ed ancora tanto altro, oltre ad esser stato fin da principio incubatore stesso della vita; e sette miliardi di persone, che in maniera più o meno diretta hanno rapporto col mare per una pluralità di motivi, impongono un approcio complesso e multidisciplinare per portarci verso un rapporto più equilibrato e consapevole.

So per certo che senza mare non può esistere la vita, so per certo un rapporto inconsapevole e insostenibile che non ha lungimiranza e che punta solo al profitto immediato di pochi a discapito dei bisogni di tanti non può più funzionare; purtroppo però non ho una soluzione omnicomprensiva da proporvi.

Forse perchè un’unica soluzione non esiste, ma esiste la possibilità di gestire in maniera più sostenibile le varie sfaccettature che compono questo complessissimo rapporto che abbiamo col mare. Possiamo e dobbiamo puntare in primis a una maggiore conoscenza del mare e della sua importanza, conoscenza/sensibilizzazione/educazione che come il migliore dei virus devono andare a contaminare quante più coscienze possibile.

“Il mare è bello”: diventiamo più sostenibili per proteggere il mare!

E questo per fortuna dobbiam riconoscere che sta accadendo, la sensibilità generale 

sta aumentando (anche se tanto ancora c’è da fare) e bisogna insistere su questo proprio per far capire quanto grande e complesso sia il contesto generale, contesto nel quale ognuno di noi può contribuire a spostare l’ago della bilancia.

Questa “mentalità consapevole” deve poi spingere ognuno di noi ad orientare i propri atteggiamenti e le proprie scelte così che quotidianamente ci si possa considerare “parte delle saluzione” e non più “parte del problema”. 

Queste scelte più consapevoli devono portarci a premiare le istituzioni, organizzazioni, società ed economie che applicano strategie virtuose; a tenere sempre alta l’attenzione e le aspettative che abbiamo così che nessuno possa sentirsi estraneo al problema; e infine deve portarci e respingere e non foraggiare tutte quelle realtà pubbliche o private che si ostinano a non orientare strategie e comportamenti volti a una gestione più sostenibile del Mare e delle sue risorse.

Possiamo essere turisti più sostenibili, consumatori più sostenibili, fruitori più sostenibili delle risorse del mare; di sicuro dobbiamo essere conoscitori migliori del mare e dei suoi cicli vitali. Capire bene quanto complesso sia il nostro mare non deve spaventare, ma deve solo affascinare e spingere sempre più verso un approccio più consapevole, responsabile e sostenibile.

E ricordiamoci sempre che l’istinto dei bambini raramente sbaglia: il mare è BELLO e anche solo questo è un motivo più che valido per proteggerlo! Per noi, per i bambini di oggi e per i bambini del domani che verrà.

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